Faccia a Faccia con la Paura

A proposito di 5 Ore di Terrore: con quale tipo di paura vi scontrerete?

Tempo di lettura: 2 minuti

In un mio breve articolo affermo che alcuni libri sono delle "escape room" cioè delle stanze da cui fuggire, per gioco: Come in una Escape Room, leggilo qui.

5 Ore di Terrore può effettivamente essere associato a questo genere di libri, è un luogo da cui fuggire: l’esperienza inizia una volta superata la soglia, un passo oltre la copertina.

Secondo quello che hanno scritto i lettori, sia nelle recensioni su Amazon che via email, 5 Ore di Terrore è una immersione nella suspense. Sono contenta perché lo scopo era proprio questo: creare un’esperienza dove il lettore fosse protagonista insieme ai personaggi che danno vita alla storia.

Tutti gli horror vi mettono alla prova, solo che alcuni lo fanno in un modo molto estremo e quindi non adatto a persone sensibili. Al contrario, la mia intenzione, mentre lo scrivevo, era quella di includere tutti i lettori evitando scene troppo raccapriccianti ed eccessi.

Avevo mire, devo ammetterlo, un po’ ambiziose. Infatti, l’idea era di farvi condividere la terrificante esperienza dei personaggi non solo sulle pagine ma anche dentro voi stessi: sto parlando di un faccia a faccia con la paura, di un confronto con un terrore del tutto personale.

Come? Attraverso le scelte, quelle dei protagonisti: i quattro ragazzi della rock-band Redsilver Shift e delle due fans Ida e Katie. Senza entrare nei particolari - non sia mai che mi scappi uno spoiler - Ida farà due scelte discutibili e non dubito che la vostra personalità entrerà in gioco per appoggiare o criticare una o entrambe le sue decisioni.

La prima scelta di Ida è, a dir poco, fuori di testa; la seconda è agghiacciante. E voi, al suo posto, fin dove vi sareste spinti? Vi sareste posti il problema di scegliere? Avreste perso la testa? Scoprirlo è il lato divertente della storia.

Questo è il faccia a faccia con la paura ma, attenzione, non quella paura che ti fa rizzare i capelli sulla nuca, ma una paura più intima, legata più all’anima che all’istinto primitivo. È un faccia a faccia con eventi fatali molto realistici e, come dicevo, con quelle scelte che possono non solo intrappolarvi, ma anche determinare la vostra fine… o la vostra sopravvivenza.

Questo fanno i libri, vi fanno vivere esperienze, anche se sto parlando di esperienze passive, come quando si va al cinema e ci si immerge nella realtà alternativa di un film, solo che il libro è qualcosa di molto più intrinseco, molto più personale.

Ecco perché, se 5 Ore di Terrore diventerà la vostra personale escape room, le decisioni che prenderete per uscirne risponderanno alle domande che vi ho posto più sopra, ma le risposte apparterranno solo a voi, in quanto prodotte da una intima esperienza. Nessun altro conoscerà ciò che vi risponderete.

Proprio nessuno? Be’, forse il libro stesso vi leggerà dentro, così come voi leggerete dentro di lui, ma il vostro segreto sarà al sicuro. Il libro non parlerà.

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P.S. : se siete curiosi di scoprire il mio punto di vista sul genere horror/thriller vi invito ad ascoltare l’intervista rilasciata durante una diretta negli studi di Ciao Radio cliccando qui.

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Photo credits: immagine modificata - foto originale di Peter H su Pixabay

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