MULTIVERSO

Appunti sulla scrittura. E poi mondi interconnessi, percorsi tra scienza e arte, spiritualità e magia, fantasia e realtà.

DEBORA MONTANARI

Gli ultimi lavori, eventi, news. Biografia e foto per stampa e blogger. Contatti: info@deboramontanari.com

FICTION

Thriller, Fantasy, Horror, la Fiction nei film, nei libri, nelle serie-TV, per tutte le età. Ma anche un po' di Non-Fiction.

FILES DI CONFINE

Il punto di vista dell'autrice. Conferenze, progetti, articoli, ricerche: il lavoro di Debora al di fuori dei suoi libri.

La tagline del film dice “You are not welcome here” e il film lo racconta, ma la frase chiave attorno alla quale il film si evolve e si trasforma non è nella tagline, sta lì, in mezzo ai discorsi, si nasconde tra il tanto parlare che caratterizza l’inizio di “District 9” e tu la senti, dice: “…a me non può accadere…”.

Lampi cianotici su un orizzonte degli eventi, metallo buio che sfocia da un buco nero e poi tutto diviene fuoco. Musica incandescente che lancia in una danza all’ultimo sangue navi stellari ed eroi guerrieri e proprio come in un crescendo di musica, la battaglia si anima muovendosi con una coreografia di attacco e difesa, scintillando sotto gli improvvisi flash che cadono come saette e si lanciano come meteore. Musica classica che risuona di urla, note scritte con lacrime e sangue e tra queste note solo una pausa: un lampo di silenzio guardato dallo spazio, un momento di caos ascoltato nel vuoto.

Il titolo originale di questa nuova, impressionante opera di Alex Proyas è “Knowing” e forse non doveva essere modificato, perché una volta che si ha l’idea di quello che è il film nella sua interezza si scopre che i segnali arrivano dal passato e che chi ha scritto quei segnali non era preveggente. Dal passato perché tutto inizia con un progetto scolastico: “la capsula del tempo”.

Wall-E, rimasto per non si sa quale miracolo in funzione per più di 700 anni, si è costruito il suo angolo di mondo e vive una sua vita, fatta di quotidianità, di lavoro ma anche di ricerca e di scoperta. Ogni sera torna a casa, svuota il suo cestino che ha riempito di cose interessanti, riordina quei tesori e poi ammira il suo gioiello, quello che brilla più di ogni altro nella sua collezione: lo spezzone di un film, dove due persone si tengono per mano. Lui sta guadando l’amore, ma lo capirà solo quando sulla Terra giungerà un robot-sonda: Eve.

 Dana Scully: sono stufa di inseguire mostri nell'oscurità. 

(da: "X-Files - voglio crederci", di Chris Carter)

Il film è spettrale quanto il protagonista Fox Mulder, spettrale non certo nel senso di inconsistente ma nel senso di strano, perché davvero l’x-file che Chris Carter apre in questo film è inaspettato; questa volta l’x-file va in cerca di una verità che è ben oltre i confini del “là fuori”, questa volta cerca… la Provvidenza.