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DEBORA MONTANARI

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SF & FANTASY

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FILES DI CONFINE

Il punto di vista dell'autrice. Conferenze, progetti, articoli, ricerche: il lavoro di Debora al di fuori dei suoi libri.

"...la partita con l’Overlook era ancora aperta.
Sullo specchio, scritta con il sangue e non con il rossetto,
spiccava un’unica parola: REDRUM"
Stephen King

Torna Danny Torrance, devastato dagli eventi dell’Overlook Hotel e dal suo dono sovrannaturale, quello che il suo amico Dick Halloran gli rivelò essere lo Shining.

Ora Danny è un adulto e la sua vita è disordinata e fragile. Il male, quello vero, quello infernale, non è rimasto nella sua infanzia e quella sua Luccicanza, lui, vorrebbe solo spegnerla.

“Shining” è forse tra i titoli più riconosciuti dalle persone, che ci si riferisca al romanzo o al film e al di là dei gusti personali, tutti hanno sentito parlare di "Shining". Chi ha visto il film e letto il libro sa che la paura instillata dalle immagini di Stanley Kubrick non è la stessa paura raccontata da Stephen King nel suo romanzo; qualcosa di spaventoso stava appollaiato tra le righe di “Shining”, stava lì a osservare la tragedia di Danny, così come i nostri occhi stavano su quelle stesse righe a leggerla. In “Shining” non sono la famiglia Torrance o l’Overlook Hotel i protagonisti, ma quel qualcosa di invisibile eppur concreto che li avvolge e li abita, spettri malefici e la loro ipnotica eloquenza.

È importante ricordarsi questa particolarità, perché in “Doctor Sleep” la famiglia Torrance non c’è più e lo storico Overlook Hotel è uno spiazzo vuoto su un monte, ricordato solo da una targa; a questo punto, è necessario porsi una domanda: la malefica presenza invisibile e concreta che chiacchierava con Jack Torrance e perseguitava suo figlio, è ancora la protagonista? No, non lo è. Quindi, chi si accinge a leggere “Doctor Sleep” aspettandosi un redivivo Overlook Hotel e nuove stanze occupate da vecchi spettri, rimarrebbe molto, molto deluso.

Le cose sono cambiate, non solo per Dan ma anche per noi che ora lo guardiamo vivere, anzi, sopravvivere. I fantasmi che invadevano l'Overlook aleggiano ancora nell'aria ma non sono più i protagonisti e lo Shining di Dan è cresciuto con lui, rafforzandosi in qualcosa di più completo: c’è un motivo se il romanzo si intitola “Doctor Sleep” e non “Shining, il Ritorno”. Sappiamo che la Luccicanza non è una esclusiva di Danny, l’aveva anche il suo amico Halloran e molta altra gente la possiede, chi più chi meno. Abbiamo Dan, abbiamo lo Shining ma, ancora, loro sono solo il mezzo per mostrarci altro: infatti, protagoniste assolute sono l'energia malefica e la sua realizzazione attraverso la perversione.

Quel qualcosa che stava appollaiato tra le righe di “Shining” a osservare le malefiche mosse dell’Overlook, ora ha preso il volo e la sua ombra copre tutto il nuovo romanzo, si stende dalla prima pagina all’ultima come una gigantesca nube, una di quelle nubi così terrificanti che quando la guardi non ti aspetti tuoni e fulmini ma qualcosa di molto più catastrofico, tanto da spingerti alla ricerca di un luogo sicuro. In “Doctor Sleep” non ci sono luoghi sicuri in cui rifugiarsi e quella nube, lo sapete sin dall’inizio, è potente e tanto compatta da non permettere neanche a un fiocco di luce di cadere tra le pagine. C’è solo ombra. Ecco perché la protagonista non è più la paura ma... l’ineluttabilità.

Ineluttabilità. King riesce a farvela sentire da subito, vi mostra l’atmosfera scura dell’inevitabile come non ha mai fatto e, mentre leggendo “Shining” ci si aspettava un finale, leggendo “Doctor Sleep” si attende quello che la nera nube ci sta promettendo: una tempesta senza paragoni, un qualcosa da cui non si sfugge, un qualcosa di terrificante che deve compiersi.

Questa ineluttabilità, sostenuta dal potere e dalla perversione di un male che sopravvive a se stesso solo per poter generare altro male e provocare dolore, è la colonna portante di una trama che viene costruita sulla fondamenta di “Shining” ma che poi trova una sua personale costruzione, una forma nuova che non somiglia all’Overlook Hotel ma che si presenta come un edificio molto più complesso.

E nell’ombra dell’ineluttabile, c’è un barlume di speranza? Troverete risposte che potrebbero anche essere speranze. Molte risposte: lampanti come l’eplosione che distrusse l’Overlook, fulgide come la Luccicanza del Dottor Sonno. Risposte che vi piaceranno, ne sono certa.

 

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Photo credits

Stephen King - credit: Am y Guip © 2006, da stephenking.com

Copertina (retro): foto di Macgregor and Gordon

Edizione Italiana di Sperling & Kupfer, copertina: illustrazione di Sean Freeman

 

 

 

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