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Mondi interconnessi: porte che si aprono tra scienza e fantascienza, spiritualità e magia, fantasia e realtà.

DEBORA MONTANARI

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SF & FANTASY

Fantascienza, Fantasy, Horror, la Fiction nei film, nei libri e in tutti i lavori artistici. Da tutto il Mondo. Per tutte le età.

FILES DI CONFINE

Il punto di vista dell'autrice. Conferenze, progetti, articoli, ricerche: il lavoro di Debora al di fuori dei suoi libri.

L’uomo in questione è il primo essere umano ad aver calpestato il suolo lunare, l’astronauta Neil Armstrong. Il film narra la sua vita dagli inizi degli anni '60 fino allo sbarco sulla Luna, nel luglio del 1969. Lo so, il mio titolo suona fuori di testa ma proseguite la lettura e capirete.

Il titolo del film stabilisce già, in modo inequivocabile, che si tratta della sua storia, non della storia del programma spaziale statunitense e dei suoi protagonisti, già raccontata da quel capolavoro di film che è "Uomini Veri" (The Right Stuff, 1983). Vedrete razzi decollare, collaudi di aerei supersonici, prove di resistenza, vedrete lo spazio e vedrete anche la Luna perché tutto questo ha fatto parte della vita dell’astronauta, nel periodo preso in considerazione: dal 1961 al 1969. L’unica cosa che mancherà sarà l’emozione che tutto questo dovrebbe trasmettere.una scena del film con Ryan Gosling (Neil Armstrong), Corey Stoll (Buzz Aldrin), Lukas Haas (Mike Collins) Photo by Daniel McFadden © 2018 Universal Studios and Storyteller Distribution Co. LLC

Quello che va precisato è che il film non si concentra sull’avventura, ma sull’uomo e in maniera esclusiva. Infatti lo fa non solo a livello di racconto ma anche fisicamente, nel senso che la camera è sempre addosso al nostro primo uomo, così addosso da farlo sembrare sotto il microscopio.

L’interprete, Ryan Glosling, è quello di sempre: muscoli del viso bloccati e sguardo sperduto ma è giusto così, dal momento che Armstrong non era un uomo che esternava le sue emozioni; ci appare infatti come una persona asciutta, di poche parole e di poco entusiasmo, se mi si passa il termine. Non credo che abbiano esagerato questo suo carattere così introverso, in realtà hanno cercato la massima fedeltà nel proporre il personaggio, tanto che ne hanno studiato persino il modo di tenere forchetta e coltello quando mangiava.

Alla fine, però, tutto questo concentrarsi sull’uomo diviene eccessivo.
Troppi primissimi piani, troppi dettagli e inquadrature ultraravvicinate, la camera è sempre sulla faccia e sugli occhi di Gosling. La distanza tra l’attore e la camera è ridotta talmente ai minimi termini che sembra che se lo debba ingoiare.

A tutto questo si aggiunge che il viso dell’attore o i suoi occhi, che occupano tutto il grande schermo, non li vedete sempre come immagine fissa, al contrario, il più delle volte sembra l'attore  Ryan Gosling in una scena del film, ©Universal Pictures dentro uno shaker o dentro una lavatrice.

Bella l’iniziativa di trasmettere all’osservatore che cosa significhi trovarsi nello spazio e cominciare a girare su sé stessi a tale velocità da arrivare a perdere i sensi, ma credo che basti una volta per rendere l’idea. Alla seconda pensi ok ho capito, alla terza rischi la nausea, alla quarta arrivi anche tu allo svenimento perché, anche mettendo da parte l’ironia, vale sempre il detto che… il gioco è bello finché è corto.

La conseguenza di questo tipo di regia è un eccesso di uomo e una mancanza di contesto.
Certo, il contesto lo capite, però il regista Damien Chazelle è parecchio tirchio nel mostrare o troppo generoso nel voler concedere, al pubblico, il suo Neil Armstrong.

"Il Primo Uomo" pur essendo la biografia di un astronauta, risulta fiacco e scarno. Questa regia troppo ragionata e troppo concentrata sul "mostrare attraverso gli occhi" perde di vista le emozioni e il film diventa introverso e asciutto quanto il protagonista.

Forse lo scopo primario era di renderlo introspettivo, ma hanno fatto un po’ di confusione: un vocabolario alla mano poteva aiutarli a distinguere introversione da introspezione.
Scopo secondario era, forse, la poesia: vi dico subito che io non l’ho trovata. Ci sono due o tre momenti, ma sono alquanto prevedibili, stereotipati e freddini, quindi nulla che lasci il segno, come non lo lascia il film nella sua interezza.

p.s.:
che se lo meriti oppure no, è probabile che il film arrivi agli Academy Awards. Otterrà nomination per due motivi: primo, Damien Chazelle è abbonato agli Oscar, personalmente lo ritengo uno dei registi più sopravvalutati del cinema contemporaneo.
Secondo: impossibile che non ottenga neanche una candidatura, questo film racconta parte della storia di uno dei più grandi eroi americani dell’era moderna e gli Oscar sono americani ...e si comporteranno da buoni americani.

Neil Armstrong: questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità.
______
la famosa frase dell'astronauta detta mentre appoggiava il piede sulla Luna
citata anche nel film

 

locandina del film Il Primo Uomo, con Ryan Gosling

 

Photo credits
tutte le immagini da IMDB
> banner: l'attore Ryan Glosling in una scena del film - ©Universal Pictures
> foto 1: una scena del film, da sinistra: Ryan Gosling (Neil Armstrong), Corey Stoll (Buzz Aldrin), Lukas Haas (Mike Collins)
Photo by Daniel McFadden - © 2018 Universal Studios and Storyteller Distribution Co. LLC

> Foto 2: Ryan Gosling in una scena del film©Universal Pictures
> Foto 3: una scena del film - ©Universal Pictures
> Foto 4: locandina del film