Dal 04 Ottobre 2011 al 22 Gennaio 2012 la Fondazione Roma Arte Musei espone, nelle sue sale, le opere di una icona dell'arte del South-West americano: Georgia O’Keeffe.

Estasiante una parola un po’ strana da riferire a una persona ma questa persona è, prima di tutto, un’artista e i suoi lavori rapiscono l’occhio in modo così rapido da lasciare, per un secondo... estasiati.

immagine 1: Georgia O’Keeffe, Summer Days, 1936Opere che si mostrano cercando dapprima il colpo d’occhio, quello rapido, quello che imbambola per qualche istante senza motivi apparenti; poi l’opera si espande, quasi cercasse, in questo secondo momento, il dialogo con l’osservatore e parla: in modo semplice ma non pacato, senza metafore ma con sostanza. Le parole delle opere della O’Keeffe sono le forme spesso ravvicinate, oltremisura, lo studio dei colori, a volte lo stesso colore su più  gradazioni e i soggetti, ricercati, nel vero senso della parola perché lei, nelle sue lunghe passeggiate nel deserto, li cercava, li raccoglieva e poi li dipingeva.

Il soggetto è, per Georgia O’Keeffe, tutto ciò che colpiva il suo cuore creativo, la natura più di tutto, quella dei deserti che arricchiscono il New Mexico, con tanta bellezza e colore da essere soprannominato “Terra d’Incanto”. Santa Fe, la città degli artisti per eccellenza, è al centro di questo incanto che penetra ogni cuore creativo e desta l’amore per la natura e ciò che rappresenta: un mondo da osservare.

Il visitatore impara a conoscere l'artista non solo attraverso i dipinti, ma anche con i documentari, le foto, persino la riproduzione del suo studio.

L’immersione nel mondo della O’Keeffe (1887 - 1986) è un viaggio in tempi differenti, in cui il cambiamento veloce e immagine 2: Georgia O’Keeffe, New York Street with Moon, 1925l’approdo all’epoca moderna viene scandito dai soggetti che cambiano insieme a lei: si osserva la sua vita, vissuta intensamente, la vita di una donna che, come tutti gli artisti, ci regala scintille di originalità sia dal suo mondo esterno, che dal suo mondo interiore.

Forse, il visitatore che osserva i lavori di questa pittrice trova un dialogo con essi perché lei ha dipinto il suo dialogo personale con la propria vita e la natura che la ospitava; o forse, l’estetica del colore, le linee definite e comprensibili, e la gentilezza delle forme rappresentano, nella loro semplicità, le regole della bellezza.

Personalmente, ho scoperto Georgia O’Keeffe proprio visitando il suo museo a Santa Fe, il Georgia O’Keeffe Museum. Non mi è stato possibile non rimanerne colpita, né mi è stato possibile dimenticare i suoi lavori: ritrovarli a Roma è stato un ritorno ai deserti rossi e dorati di Santa Fe e alle tele piene e delicate di un’artista americana che è in grado, attraverso i suoi dipinti, di aprire una finestra e di mostrarti il mondo come lei lo vedeva.

- Il catalogo -

Le emozioni donate dalla suggestiva mostra si ritrovano nel catalogo, sfogliando le pagine per immergersi nel centro dei fiori giganti dipinti dall’artista americana, lasciando correre l’occhio lungo le curve dei paesaggi rosso-arancione del New Mexico e negli incavi dei candidi teschi, spesso finestre aperte su cieli turchesi. Il catalogo fa ritrovare la suggestione della mostra a chi l’ha vista mentre, per chi non l’ha vista, è un incontro che avviene attraverso gli occhi dell’artista e quelli del lettore che scorre le pagine.

Georgia O’Keeffe, il catalogo - edizioni Skira - propone quattro approfondimenti che immergono non solo nella vita e nelle opere della O’Keeffe ma anche nelle fotografie di Alfred Stieglitz, marito dell’artista.

Le opere in catalogo sono 108, numerate ed elencate con descrizione nella sezione apparati. Nella stessa sezione una cronologia di rapida consultazione riporta le tappe fondamentali nella vita della O’Keeffe.

Tutte le immagini di questo articolo: ©Arthemisia Group, per gentile concessione

immagine 1: Georgia O’Keeffe, Summer Days, 1936

immagine 2: Georgia O’Keeffe, New York Street with Moon, 1925